IL ROSPO DEL MADAGASCAR FUORI CONTROLLO

In Madagascar da tempo è in atto un’invasione silenziosa. Si tratta del rospo asiatico Duttaphrynus melanostictus, arrivato sull’isola (si pensa) nel 2008. probabilmente nei container provenienti dal Sud Est asiatico e utilizzati dalla società Ambatovy, che si occupa di estrazione di Nickel e Cobalto. Il suo areale di distribuzione è intorno a Toamasina (Tamatave) seconda città del Madagascar e il suo più importante porto commerciale. Di recente è stato pubblicato un interessante articolo su The Guardian (https://www.theguardian.com/environment/2018/feb/24/madagascar-toxic-toads-lemurs-ecology-threat?CMP=Share_iOSApp_Other). Il problema è che la specie è tossica, totalmente aliena agli habitat e agli ecosistemi del Madagascar e può causare la morte di un considerevole numero di predatori anfibiofagi, totalmente ignari della sua pericolosità. Oltre a ciò, la sua rapida espansione e l’elevato tasso riproduttivo pongono dei seri dubbi sulla possibilità di un controllo. Si stima che attualmente siano almeno 21 milioni gli individidui sul territorio, un numero che rende pressochè irrealizzabile qualsiasi opera di eradicazione. Al momento attuale, poi, non è attivo alcun comitato nazionale di controllo o di prevenzione. Non che non fosse stato creato, ma oggi esso risulta inattivo. In un paese con problemi economici serissimi e un “daily income” di meno di 2 dollari a persona è evidente che il controllo di un rospo non viene percepito come una priorità urgente. Peccato che la ricchezza maggiore del paese sia la sua biodiversità e questo anfibio può potenzialmente metterla a rischio.

http://www.nationalgeographic.it/natura/animali/2016/05/27/foto/rospo_invasivo_madagascar-3103886/4/#media

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La mostra “Estinzioni” chiude e lancia un “arrivederci” al Museo Regionale di Scienze Naturali

Da qualche giorno (dì di San Valentino, 14 febbraio 2018) si e’ chiusa la mostra ESTINZIONI biodiversita’ dei vertebrati in allarme rosso , realizzata dal Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino nell’ambito del progetto pressoche’ omonimo ESTINZIONE, in collaborazione con MUSE di Trento, Universita’ di Padova e spinoff dell’Universita’ di Milano-Bicocca Fem2.

ESTINZIONI

Il dodo, simbolo della mostra ESTINZIONI.

Complessivamente questa mostra intendeva mostrare la diversita’ dei vertebrati estinti e in allarme rosso e le causa della loro rarefazione e/o estinzione. La mostra ha avuto un buon successo, con dichiarati 18.000 visitatori in circa 3 mesi di apertura.

La popolazione torinese ha mostrato un grande interesse per l’esposizione e, soprattutto, per la riapertura del MRSN, oramai chiuso da quasi 5 anni (3 agosto 2013) per l’esplosione di una bombola antincendio (tragico ossimoro). Non per niente “Gabo su Torino” ha classificato il MRSN come uno dei musei in via di estinzione, nell’ambito di quella che lui, poeticamente, ha definito “Settima estinzione“.

ESTINZIONI E

Alcuni degli specimen e dei modelli esposti nel corso della mostra ESTINZIONI.

Con questo post e’ doveroso sottolineare come tutti gli “operatori” del MRSN abbiano messo passione e, auspicabilmente, competenza, nella sua realizzazione. Si spera che questa mostra possa contribuire a far sì che il MRSN riapra al piu’ presto e che divenga uno dei nuovi step del rinnovato percorso espositivo. Come  dichiarato in piu’ di un’occasione  il forse piu’ importante “task politico” di un museo naturalistico e’ proprio quello di parlare dell’alterazione ambientale, della scomparsa della biodiversita’ e dei cambi climatici. Per agire come centro di divulgazione, ricerca ed educazione. Si auspica che cio’ possa avvenire presto anche per i musei naturalistici italiani, davvero on “the verge of extinction”, come definito su di un articolo pubblicato alcuni anni fa sulla rivista Zookeys.


 

 

 

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