ANFIBI DI VALORE

​Sono esattamente 30 anni che frequento il Madagascar, isola che mi affascina tuttora. Quando ho iniziato a venire qui ben pochi pensavano alla conservazione delle sue rane, oggi note con oltre 350 specie. Adesso la soddisfazione è grande: sul nuovo biglietto da 100 Ariary svetta nella sua bellezza e la sua colorazione una Mantella baroni. Beh, fino a non tanto addietro del Madagascar si ricordavano i lemuri, le foreste, il mare. Non le rane…

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FROGS OF VALUE

It is exactly 30 years that I frequent Madagascar, an island that still fascinates me. When I started coming here very few people thought about the conservation of its frog fauna, today known with over 350 species. Now the satisfaction is great: on the new ticket of 100 Ariary there is the drawing of beautiful Mantella baroni. Well, until not so much ago of Madagascar they mentioned lemurs, forests, the sea. Not (yet) the frogs …

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AMPHIBIAN SPECIALIST GROUP MADAGASCAR: BOOSTING ACTIONS FOR 2018

In the next weeks I will be in Madagascar to meet with friends and colleagues engaged in the conservation of Malagasy amphibians. This is a great honour for me, as Chair of the IUCN SSC Amphibian Specialist Group Madagascar. In particular, it will be the occasion to meet Andolalao Rakotoarison, the new ASG co-chair, and all the members of the scientific board of the CEPF (Critical Endangered Partnership Fund), Tsanta Rakotonanahary (Amphibian Program Leader) and Serge Ndriantsoa (Amphibian Program Officer). Together we will discuss of many aspects regarding the amphibian conservation, from direct actions, habitat preservation, chytrid prevention and education. On the 7th of March we will also organise a specific workshop to meet researchers, professors, politicians and present our policies of conservation.

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THE ASIAN COMMON TOAD IN MADAGASCAR, OUT OF CONTROL

A silent invasion is underway in Madagascar since some time. This is due to the worrying presence of the Asian common toad Duttaphrynus melanostictus, arrived on the large African  island presumably in 2008. Most likely in containers from South East Asia used by the company Ambatovy, which deals with the extraction of Nickel and Cobalt (although this responsibility was always denied by them). Its distribution area is currently around Toamasina (Tamatave), the second largest city in Madagascar and its most important commercial port (information are available in Moore et al. (2015). An interesting article on The Guardian was recently published (https://www.theguardian.com/environment/2018/feb/24/madagascar-toxic-toads-lemurs-ecology-threat?CMP=Share_iOSApp_Other) and gives some light on this problem. The fact is that this toad species is toxic, totally alien to the habitats and ecosystems of Madagascar and can cause the death of a considerable number of amphibian predators, totally unaware of its dangerousness.

An individual of Duttaphrynus melanostictus photographed around Toamasina

Beyond that, its rapid expansion and high reproductive rate pose together serious doubts about the possibility of control. It is estimated that there are currently at least 21 million of individuals on the territory, a number that makes any eradication work almost impossible. At present, then, no national control or prevention committee is active. In a country with very serious economic problems and a “daily income” of less than $ 2 per person it is evident that the control of an alien toad is not perceived as an urgent and treatable priority. Too bad that the greatest richness of the country is represented by its biodiversity and this toad can potentially put it at risk.

 

 

 

http://www.nationalgeographic.it/natura/animali/2016/05/27/foto/rospo_invasivo_madagascar-3103886/4/#media

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IL ROSPO DEL MADAGASCAR FUORI CONTROLLO

In Madagascar da tempo è in atto un’invasione silenziosa. Si tratta del rospo asiatico Duttaphrynus melanostictus, arrivato sull’isola (si pensa) nel 2008. probabilmente nei container provenienti dal Sud Est asiatico e utilizzati dalla società Ambatovy, che si occupa di estrazione di Nickel e Cobalto. Il suo areale di distribuzione è intorno a Toamasina (Tamatave) seconda città del Madagascar e il suo più importante porto commerciale. Di recente è stato pubblicato un interessante articolo su The Guardian (https://www.theguardian.com/environment/2018/feb/24/madagascar-toxic-toads-lemurs-ecology-threat?CMP=Share_iOSApp_Other). Il problema è che la specie è tossica, totalmente aliena agli habitat e agli ecosistemi del Madagascar e può causare la morte di un considerevole numero di predatori anfibiofagi, totalmente ignari della sua pericolosità. Oltre a ciò, la sua rapida espansione e l’elevato tasso riproduttivo pongono dei seri dubbi sulla possibilità di un controllo. Si stima che attualmente siano almeno 21 milioni gli individidui sul territorio, un numero che rende pressochè irrealizzabile qualsiasi opera di eradicazione. Al momento attuale, poi, non è attivo alcun comitato nazionale di controllo o di prevenzione. Non che non fosse stato creato, ma oggi esso risulta inattivo. In un paese con problemi economici serissimi e un “daily income” di meno di 2 dollari a persona è evidente che il controllo di un rospo non viene percepito come una priorità urgente. Peccato che la ricchezza maggiore del paese sia la sua biodiversità e questo anfibio può potenzialmente metterla a rischio.

http://www.nationalgeographic.it/natura/animali/2016/05/27/foto/rospo_invasivo_madagascar-3103886/4/#media

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La mostra “Estinzioni” chiude e lancia un “arrivederci” al Museo Regionale di Scienze Naturali

Da qualche giorno (dì di San Valentino, 14 febbraio 2018) si e’ chiusa la mostra ESTINZIONI biodiversita’ dei vertebrati in allarme rosso , realizzata dal Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino nell’ambito del progetto pressoche’ omonimo ESTINZIONE, in collaborazione con MUSE di Trento, Universita’ di Padova e spinoff dell’Universita’ di Milano-Bicocca Fem2.

ESTINZIONI

Il dodo, simbolo della mostra ESTINZIONI.

Complessivamente questa mostra intendeva mostrare la diversita’ dei vertebrati estinti e in allarme rosso e le causa della loro rarefazione e/o estinzione. La mostra ha avuto un buon successo, con dichiarati 18.000 visitatori in circa 3 mesi di apertura.

La popolazione torinese ha mostrato un grande interesse per l’esposizione e, soprattutto, per la riapertura del MRSN, oramai chiuso da quasi 5 anni (3 agosto 2013) per l’esplosione di una bombola antincendio (tragico ossimoro). Non per niente “Gabo su Torino” ha classificato il MRSN come uno dei musei in via di estinzione, nell’ambito di quella che lui, poeticamente, ha definito “Settima estinzione“.

ESTINZIONI E

Alcuni degli specimen e dei modelli esposti nel corso della mostra ESTINZIONI.

Con questo post e’ doveroso sottolineare come tutti gli “operatori” del MRSN abbiano messo passione e, auspicabilmente, competenza, nella sua realizzazione. Si spera che questa mostra possa contribuire a far sì che il MRSN riapra al piu’ presto e che divenga uno dei nuovi step del rinnovato percorso espositivo. Come  dichiarato in piu’ di un’occasione  il forse piu’ importante “task politico” di un museo naturalistico e’ proprio quello di parlare dell’alterazione ambientale, della scomparsa della biodiversita’ e dei cambi climatici. Per agire come centro di divulgazione, ricerca ed educazione. Si auspica che cio’ possa avvenire presto anche per i musei naturalistici italiani, davvero on “the verge of extinction”, come definito su di un articolo pubblicato alcuni anni fa sulla rivista Zookeys.


 

 

 

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